Ticket di licenziamento 2025: tutte le novità e cosa cambia per le aziende

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Ticket di licenziamento 2025: tutte le novità e cosa cambia per le aziende

Ticket di licenziamento 2025 – Quest’anno, l’INPS ha stabilito che cambiano gli importi e le regole del ticket di licenziamento – il contributo che i datori di lavoro devono versare all’Istituto in caso di cessazione di un contratto a tempo indeterminato. La novità principale riguarda l’aumento dell’importo aggiornato del massimale NASpI e, di conseguenza, anche l’incremento del contributo obbligatorio per il datore di lavoro. Inoltre, un ulteriore cambiamento interessa i licenziamenti collettivi, il cui calcolo diventa anche in questo caso più oneroso.

Entriamo insieme nei dettagli per scoprire cos’è il ticket di licenziamento 2025, a quanto ammonta, quando si applica, chi è esonerato, ma soprattutto quali regole seguire per evitare sanzioni e pianificare correttamente le uscite del personale.

 

Ticket di licenziamento: di cosa si tratta?

Il ticket di licenziamento è un contributo obbligatorio che i datori di lavoro devono versare all’INPS in caso di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in situazioni che danno diritto alla NASpI.
Introdotto dalla Legge Fornero (Legge 92/2012), questo meccanismo è pensato per finanziare l’indennità di disoccupazione e viene aggiornato annualmente dall’INPS.
L’importo del ticket è calcolato in base a due fattori: l’anzianità aziendale del lavoratore negli ultimi 3 anni e – appunto – il massimale NASpI fissato annualmente dall’INPS.

 

Nello specifico, il ticket di licenziamento è dovuto nei seguenti casi:

  • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo
  • Licenziamento disciplinare
  • Recesso del datore durante o alla fine del periodo di prova/apprendistato
  • Dimissioni per giusta causa (es. mancato pagamento dello stipendio)
  • Dimissioni nel periodo protetto di maternità/paternità
  • Licenziamento collettivo
  • Licenziamento per superamento del periodo di comporto

Mentre non è previsto in caso di:

  • Dimissioni volontarie (non per giusta causa)
  • Dimissioni “di fatto” per assenza ingiustificata
  • Pensionamento del lavoratore
  • Cessazione del rapporto per decesso

In questi casi, infatti, la cessazione del rapporto non dà diritto alla NASpI, quindi il contributo non è richiesto.

Il suo pagamento deve essere effettuato entro il termine della denuncia contributiva del mese successivo alla cessazione del rapporto. Il mancato versamento comporta sanzioni per omissione contributiva.

 

Ticket di licenziamento 2025: cosa cambia

Come anticipato nel sommario a questo articolo, le novità principali del ticket di licenziamento 2025 riguardano sia gli importi che le regole. Entrambi, sono stati definiti dall’INPS nella circolare n. 25 del 29 gennaio 2025, che riportiamo nella sua interezza in calce a questo articolo, n.d.r.

Calcolo del ticket di licenziamento 2025

Per quest’anno, l’INPS ha stabilito che l’importo massimo mensile della NASpI è di 1.562,82 euro. Il contributo dovuto dal datore di lavoro è pari al 41% di questo massimale per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.
Pertanto, l’importo del ticket per il 2025 è:​

  • Per ogni anno di anzianità aziendale: 640,76 euro (41% di 1.562,82 euro)​
  • Importo massimo del contributo: 1.922,28 euro (640,76 euro moltiplicato per 3)​

È importante notare che l’importo del contributo è identico indipendentemente dalla tipologia di contratto (full-time o part-time) e non è collegato alla retribuzione individuale del lavoratore. Se la durata del rapporto di lavoro è inferiore a un anno, il ticket va riproporzionato in base ai mesi effettivi di lavoro, considerando come mese intero quello in cui la prestazione lavorativa sia stata di almeno 15 giorni.​

Facendo alcuni esempi pratici per il calcolo del ticket di licenziamento 2025:

 

Anzianità aziendaleContributo dovuto
6 mesi6/12 del 41% del massimale NASpI
12 mesi41% del massimale NASpI
28 mesi41% x 2 + 4/12 del massimale NASpI

 

Nota: per i licenziamenti collettivi, il calcolo diventa più complesso e il contributo può arrivare all’82% del massimale, e in alcuni casi essere triplicato.

 


 

15868_Circolare-numero-25-del-29-01-2025